Amazon e le catene 2.0

In tempi non sospetti (Giorgio puoi confermare?) mi immaginavo il chip sottocutaneo, per tracciare i movimenti delle persone e fare alcuni pagamenti, quindi quest’idea del braccialetto “di” Amazon mi intrippa un casino…

Come al solito il “notizialismo” un po’ distorce i fatti e in rete se ne sono lette di ogni, ad esempio c’è chi bolla questo brevetto con il suggestivo epiteto di “catene 2.0“.

In queste ore la notizia ha fatto il giro dei TG,  dei giornali, del web e dei social, in tutto questo marasma mi pare che ci si sia dedicati per lo più alla strumentalizzazione politica, del resto le amministrative incombono…

Alcune riflessioni in ordine sparso:

1) Se mai dovessi lavorare alle dipendenze di qualcuno, io sarei ben contento se ci fossero dei sistemi che oltre a ridurre i miei possibili errori, monitorassero il mio rendimento sul lavoro.


2) Mi sentirei più stimolato e soprattutto più garantito dai comportamenti di eventuali colleghi scorretti e meno dediti al lavoro.


3) Mi fiderei molto di più di un sistema di monitoraggio e di valutazione in mano alla tecnologia e agli algoritmi, piuttosto che affidato a degli esseri umani.


4) I sindacati schierandosi aprioristicamente contro questa innovazione hanno perso un’occasione per fare l’interesse dei lavoratori onesti, questi strumenti andrebbero gestiti in accordo con le aziende per eliminare le “mele marce”.


5) Nel 2014 i braccialetti pensati e fatti per il monitoraggio del personale (leggi qui) non hanno alzato questo polverone, ora Amazon deposita un brevetto per dei braccialetti che migliorano il prelievo dei colli e apriti cielo…
Mi chiedo se per chi ha montato questa polemica, il problema sono i braccialetti o se è Amazon?!?!?!?!!?


PER APPROFONDRE:


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